La settimana scorsa, mentre ero senza linea del telefono, per ingannare il tempo libero (le lezioni sono cominciate ieri), mi sono vista un po' dei film di Miyazaki che mi ero procurata da tempo. Ho visto Porco Rosso, splendido come tutti gli altri, e poi il crudissimo Una tomba per le lucciole, per il quale ho pianto, e neanche poco, per un pomeriggio intero.
Facendo qualche ricerca, ho poi scoperto che quest'ultimo non è firmato da Miyazaki, ma porta la regia e la sceneggiatura di Isao Takahata, un grande maestro dell'animazione giapponese che non conoscevo. E' il co-fondatore dello studio Ghibli, i due sono molto amici, hanno sempre lavorato insieme ed hanno un stile molto simile, se non fosse che, mentre MIyazaki inserisce sempre elementi di magia e sovrannaturale, e trova il modo di far sorridere in ogni situazione, anche triste, Takahata è più portato ad un neo-realismo crudo, spesso volto alla rappresentazione del sociale e della sofferenza senza sconto alcuno. Una tomba per le lucciole, che già dal titolo non promette happy ending, è proprio così: una storia vera ed estremamente disperata di due bambini giapponesi nell'estate del 1945.
Ovviamente, ne ho fatto una sezione, che potete raggiungere cliccando sul bottone:
Inoltre, sull'onda dell'emotività, ho creato due avatar e un adesivo; le parole su quest'ultimo sono tratte da "Auschwits (Canzonde del Bambino nel Vento", del grande cantautore Francesco Guccini, che è in assoluto il mio preferito su tutti.
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